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n'opera in due volumi preziosa e unica nel suo genere: il facsimile di un antico e celebre codice illustrato, e l'edizione anastatica, pubblicata per la prima volta a Firenze nel 1868 per i tipi della Barbèra, di un altro trattato quattrocentesco di analogo argomento.
Com'è noto, fin dall'epoca medievale l'arte della seta aveva reso celebre Firenze fra i mercanti di tutto il mondo allora conosciuto. Fiorirono così, soprattutto nel corso del XV secolo, diversi trattati scritti in lingua forbita e vivace, spesso arricchiti di splendide illustrazioni, che spiegavano ogni aspetto do questa affascinante disciplina artistica.
L'edizione in facsimile del codice conservato alla Biblioteca Laurenziana di Firenze riproduce con assoluta fedeltà le 59 carte di un manoscritto riccamente illustrato e datato al febbraio del 1489, già di proprietà dell'imperatore Francesco III, che lo donò alla prestigiosa biblioteca fiorentina nel 1755.
Le illustrazioni acquerellate riproducono gustose scenette di ogni fase di lavorazione della seta, e seguono di pari passo il testo, che termina con un interessante libro di conti, affiancato da raffigurazioni de mercanti e contabili.
Il volumetto del 1868 riproduce invece un altro trattato fiorentino anch'esso quattrocentesco sull'arte della seta, reso noto e commentato dal dotto Girolamo Gargiolli, che verso il 1868, nel darlo per la prima volta alle stampe, lo arricchi di un'appendice documentaria, di un glossario, e di un utilissimo indice di voci e modi notevoli.
In un astuccio (formato 235 x 325 mm, disponibile anche rivestito in seta) sono contenuti il facsimile del Codice Laurenziano Plut. 89. sup. cod. 117 (anno 1489) di 122 pagine, e la ristampa anastatica dell'edizione del 1868 dell'Arte della seta, dal codice Riccardiano 2580 (XV secolo), di X-344 pagine.
